Skip to main content

La Legge di Stabilità incassa il sì del Senato, modifiche importanti a fisco, casa e lavoro.


Ordine Informa

La legge di stabilità 2014 arriva oggi in Senato. L’approvazione del Senato in prima lettura è avvenuta il 26 novembre. Nel complesso, al suo interno si trovano interventi per 26 miliardi fino al 2016, di cui 11 solo per l’anno alle porte.
Il Trise diventa Iuc; c’è la deducibilità al 30% ai fini Ires e Irpef sui capannoni limitatamente all’Imu pagata nel 2013; poi arrivano gli sgravi Irpef per i redditi sotto i 35mila euro fino al tetto bonus di 230 euro annui tra i 15mila e 18mila euro. Quindi compare, in extremis, il reddito minimo di inserimento grazie ad un prelievo del 6% sulle pensioni d’oro oltre i 90mila euro, 12% sopra i 128mila, fino al 18% per quelle che eccedono i 193mila euro. Qualche modifica alla Camera ci sarà, ma i punti essenziali del provvedimento passato ieri sono questi.
Partiamo dal cuneo fiscale: la misura da più parti invocata come dirimente e indispensabile. Il limite per il beneficio del taglio è impostato a 35mila euro lordi, soglia che tiene dentro gran parte dei lavoratori italiani. Chi si trova a guadagnare tra i 15mila e i 18mila euro godrà di uno sgravio in media di 230 euro all’anno. Se il testo fosse rimasto quello della prima versione si sarebbe parlato di 182 euro in meno: 17 euro e mezzo al mese contro 14, sempre calcolati su tredici mensilità. Dal lato delle imprese, rimangono confermati gli sconti Irap sulle nuove assunzioni. In tre anni saranno utilizzati 3,3 miliardi per intervenire sui premi e i contributi obbligatori Inail. La timeline prevede un taglio dei premi nell’ordine del 14% il primo anno, che sale al 15,5 nel 2015 fino al 17% nel 2016. In ogni caso è in predicato una ristrutturazione delle tariffe, ferme da tempo, sulla base dei parametri infortunistici registrati dall’Inail.
Con la Iuc, aldilà del cambio di nome (sarà la volta buona?), si definisce un nuovo assetto della fiscalità immobiliare poiché è dentro questo nuovo contenitore che confluiranno sia le gemelle Tari-Tasi (rispettivamente rifiuti e servizi), sia la vecchia Imu (che però non si pagherà sulle prime case non di lusso). Dentro la Imposta unica comunale saranno compresi anche i nuovi sconti fiscali per famiglie e imprese. Per quest’ultime, la deducibilità da Ires e Irpef dell’Imu versata sui capannoni sale dal 20 al 30%, relativamente però al periodo d’imposta 2013. I Comuni potranno poi disporre, in ossequio ai principi del federalismo fiscale, detrazioni sulla Tasi alle famiglie: c’è una riserva di 500 milioni in più rispetto al disegno di legge originario.
In fatto di indicizzazione delle pensioni all’inflazione, la manovra è blindata: le scarse coperture non permettono costosi azzardi. Stando così le cose, viene confermato che la rivalutazione piena degli assegni vale solo fino a 3 volte la minima (1.443 euro lordi mensili), mentre si limiterà al 90% per le pensioni superiori a tre volte o uguali a quattro volte la minima Inps. Per gli importi superiori a 2.405 euro è prevista una rivalutazione al 50%; mentre chi incassa oltre 2.886 euro al mese (sei volte il minimo) non godrà di alcun adeguamento al caro vita.
Non è l’unica delle disposizioni in materia di previdenza. Il programma di contrasto alla povertà conta di trovare una parte delle risorse necessarie dal prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro. Si parla del 6% sui trattamenti oltre i 90mila euro all’anno, 12% sopra i 128mila e fino al 18% per le pensioni che eccedono i 193mila euro (pari a 30 volte il minimo).
Come previsto, sale l’imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti finanziari. Il bollo cresce dall’1,5 per mille del 2013 al 2 per mille a partire dal 2014. Anche i depositi finanziari detenuti oltre confine da contribuenti italiani saranno più costosi. In pratica viene previsto l’aumento dall’1,5 per mille al 2 per mille dell’Ivafe: quell’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero introdotta nel 2011 dal Governo Monti.
Infine, con l’intento dichiarato di recuperare preziosi fondi sbloccando i contenziosi fiscali, la Legge di Stabilità offrirà la possibilità di pagare le vecchie cartelle esattoriali ad Equitalia senza interesse; fatte salve le imposte con le eventuali sanzioni, che si pagheranno in pieno. I debitori potranno aderire al ‘rientro’ fino al 30 giugno 2014 (e ne saranno presto informati via posta ordinaria). Si potrà versare subito il 50% dell’importo, per poi saldare il resto entro il 16 settembre
(fonte Fisco e Tasse)
Immagine Agenzia Entrate


Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Palermo
X