Cassazione - Sezione Lavoro
Con ordinanza n. 20700 del 18 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affermato che il lavoratore che agisce per il riconoscimento di differenze retributive da lavoro straordinario è tenuto a fornire una prova rigorosa e specifica delle prestazioni svolte, non essendo sufficiente una prova testimoniale formulata mediante il generico richiamo a prospetti riepilogativi delle ore lavorate.
La Corte ha, inoltre, ribadito che i poteri istruttori d’ufficio del giudice, previsti dagli artt. 421 e 437 c.p.c., hanno natura discrezionale e non possono essere utilizzati per colmare le carenze probatorie della parte, in assenza di elementi già acquisiti che giustifichino l’integrazione dell’istruttoria.
L’ordinanza si inserisce nel consolidato orientamento che impone particolare rigore nella prova del lavoro straordinario e nella formulazione dei capitoli di prova testimoniale.


