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Bonus prima casa, residenza entro 18 mesi dall’acquisto


Fisco Ordine Informa

Il contribuente che non trasferisce, entro diciotto mesi, la residenza nell’immobile appena acquistato perde i benefici sulla prima casa anche se il ritardo è dovuto a lungaggini burocratiche dell’amministrazione che non concede per tempo l’autorizzazione per ristrutturare. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 4800 del 10 marzo 2015, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.  Gli Ermellini hanno quindi ribaltato il verdetto reso dalla Commissione tributaria regionale del Veneto che aveva confermato la decisione con la quale la Ctp aveva annullato la revoca dei benefici. Per la Suprema corte, dunque, «le lungaggini burocratiche» non hanno alcun valore. Sul punto in motivazione si legge che i benefici fiscali invocati spettano alla
sola condizione che, entro il termine di decadenza di diciotto mesi dall’atto, il contribuente stabilisca, entro il Comune dov’è situato l’immobile, la propria residenza, così adempiendo l’obbligo su di lui incombente e da lui assunto al momento del rogito.
Detto questo per la Cassazione le lungaggini burocratiche non riescono a integrare la forza irresistibile ostativa al trasferimento nel Comune dov’è ubicato l’immobile oggetto delle agevolazioni. Ora la sesta sezione tributaria ha chiuso definitivamente il sipario sulla vicenda accogliendo nel merito il ricorso dell’Agenzia delle entrate e bocciando quindi le ragioni addotte dal contribuente.   La decisione corrisponde a un consolidato filone giurisprudenziale che vede il trasferimento della residenza come requisito imprescindibile per ottenere le agevolazioni fiscali. E non importa se questo dipenda o meno della volontà del neo acquirente.

( Fonte: ItaliaOggi)


Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Palermo
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