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Tfr in busta con effetti a catena


Ordine Informa

Il Tfr in busta paga può far scattare il diritto al bonus di 80 euro per i soggetti «incapienti». Il lavoratore che, grazie alle detrazioni, in condizione normali presenta un’Irpef netta pari a zero resta infatti escluso dal beneficio introdotto dal dl n. 66/2014. Ma se per effetto della liquidazione mensile del trattamento di fine rapporto, assoggettato a tassazione ordinaria, si genera un’imposta a debito, allora matura il diritto alla percezione del bonus Irpef. Ciò a patto che si verifichino al contempo gli altri due requisiti previsti dalla norma, ossia la qualificazione del compenso come reddito da lavoro dipendente o assimilato, nonché il rispetto del limite massimo dei 26 mila euro annui. È quanto ha chiarito il sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti, rispondendo ieri a un’interrogazione in commissione finanze alla camera.
Il quesito, presentato da Giovanni Paglia (Sel), riguardava gli effetti fiscali della Quir, ossia la quota integrativa della retribuzione meglio nota come Tfr in busta paga, introdotta dalla legge n. 190/2014. La materia ha trovato la sua regolamentazione nel dpcm n. 29 del 20 febbraio 2015. Il provvedimento ha precisato che la Quir non concorre ai fini della verifica del limite dei 26 mila euro per la determinazione della spettanza del bonus di 80 euro. Nessuna precisazione, rileva però Paglia, circa l’imposta generata dal concorso del Tfr anticipato al reddito complessivo. Condizione, questa, che anche in capo ai soggetti incapienti potrebbe far sorgere il diritto al bonus (fino a quel momento negato a causa dell’assenza di imposta da versare). Dal Mef arriva la conferma.

(Fonte: ItaliaOggi)

Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Palermo
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