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Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Palermo | 19 Giugno 2019

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Co.co.co., la sanatoria è tombale

È «tombale» la sanatoria sulle co.co.co. L’assunzione del collaboratore con rapporto di lavoro dipendente, infatti, estingue tutte le violazioni legate all’ex collaborazione e, di conseguenza, l’estinzione non soltanto delle sanzioni, ma anche degli eventuali recuperi contributivi (legati alle violazioni). Di fatto, il datore di lavoro è messo a riparo da ogni possibile contestazione. È quanto precisato ieri, nel corso del videoforum lavoro sul Jobs Act, dai tecnici del ministero del lavoro.
Addio lavoro a progetto e co.co.co. Alcuni chiarimenti ministeriali hanno riguardato le collaborazioni coordinate e continuative, in attesa di riforma in base alla delega dell’art. 1, comma 7, della legge n. 183/2014 (Jobs Act). Stando alle norme dello schema di dlgs approvato dal consiglio dei ministri il 20 febbraio (art. 47), dal 1° gennaio 2016 «ai rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro» si applicherà la disciplina per il lavoro dipendente. 
Il requisito «personale». In merito a tale norma è stato chiesto al ministero di chiarire se il concetto di «esclusivamente personali» debba essere inteso nel senso che esso escluda la subordinazione in caso in cui il prestatore si avvalga di apporto altrui. Il ministero ha chiarito che «la norma non stabilisce chi è subordinato o autonomo» ma serve unicamente «a delimitare le ipotesi in cui va certamente applicata la disciplina del rapporto di subordinazione unitamente agli altri requisiti previsti. Se ricorrono tutti gli indici, si applica la disciplina della subordinazione.

(Fonte: ItaliaOggi)
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