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Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Palermo | 18 Novembre 2019

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Autotutela all’Agenzia Entrate: si può ricorrere

Il fisco ha l’obbligo di disporre lo sgravio, anche se l’accertamento è divenuto definitivo, se l’atto viola le regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione.
 Tutela ampia per i contribuenti che presentano ricorso in autotutela all’Agenzia delle Entrate, anche se l’accertamento è divenuto definitivo e non più impugnabile al giudice tributario: secondo, infatti, una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Palermo [1], in caso di diniego, da parte del fisco, alla richiesta di annullamento dell’atto inautotutela, il contribuente può sempre presentare ricorso davanti al tribunale. E ciò anche se il “diniego di autotutela” non rientra nell’elenco di quegli atti che la legge ritiene impugnabili, ossia contro i quali è possibile ricorrere (un elenco ritenuto tassativo).

L’unica condizione che consente al contribuente di presentare ricorso contro un atto di autotutela è che l’atto stesso sia “espressione di una compiuta pretesa tributaria” [3].

 Dunque, in presenza di un errore dell’amministrazione, non è vero che lo sgravio è facoltativo: al contrario, l’Agenzia delle Entrate (così come, del resto, tutta la pubblica amministrazione) deve annullare l’atto, al fine di conformarsi alle regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione [4].

 In buona sostanza, la sentenza in commento sottolinea un aspetto fondamentale dei rapporti tra cittadini e fisco: l’autotutela, in caso di errore dell’Agenzia delle Entrate, non è un optional ma è obbligatoria, anche se l’accertamento è divenuto definitivo. Non vi è spazio alla discrezionalità dell’ufficio: essa infatti verrebbe sconfinerebbe nell’arbitrio, in palese contrasto con l’imparzialità, correttezza e buona amministrazione che sempre debbono informare l’attività dei funzionari pubblici.

[1] CTR Palermo, sez. Catania, sent. n. 3177/17/15 del 15.07.2015.
[2] Art. 19 d.lgs. n. 546/1992.

[3] Cass. sent. n. 14243/15 dell8.07.2015.

[4] Cass. sent. n. 6283/2012 del 20.04.2015.

(Fonte: La Legge per tutti) 

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